Candeggina e ammoniaca
Scoloriscono il cotto, mangiano la cera e lasciano zone più chiare che poi non si recuperano.
Guida pratica · artigiani dal 1990
Quello che facciamo da oltre trent'anni sui pavimenti dei nostri clienti, spiegato semplice: cosa usare ogni settimana, cosa non usare mai e quando invece il fai-da-te non basta più.
La pulizia ordinaria
La sabbia sul cotto funziona come carta vetrata: passata con lo straccio bagnato graffia la cera e apre la superficie allo sporco. Scopa o aspira sempre prima di lavare.
Il cotto è un laterizio poroso e alcalino: vuole un detergente neutro (pH 7), poca schiuma e uno straccio ben strizzato. Cambia l'acqua spesso, altrimenti si riporta in giro lo sporco sciolto.
L'acqua che ristagna nelle fughe risale sotto forma di aloni bianchi (efflorescenze). Dopo il lavaggio apri le finestre o passa un panno asciutto sulle zone più bagnate.
Se l'acqua non perla più e viene assorbita, la protezione è finita: è il momento di rifare la cera (in interno) o il protettivo idrorepellente (in esterno), non di lavare più forte.
Errori da evitare
Scoloriscono il cotto, mangiano la cera e lasciano zone più chiare che poi non si recuperano.
Aggredisce le fughe e apre i pori della mattonella. Gli acidi si usano solo in fase di deceratura professionale, diluiti e neutralizzati subito.
Il vapore scioglie la cera e spinge l'acqua nel laterizio: dopo qualche mese compaiono aloni e macchie scure.
Lasciano un film appiccicoso che trattiene la polvere: il pavimento sembra sempre sporco poco dopo il lavaggio.
Si accumulano a strati, ingialliscono e con il tempo vanno tolte tutte con la deceratura.
Macchie
| Macchia | Cosa fare |
|---|---|
| Unto e olio | Impacco assorbente (terra di Sommières o talco) lasciato agire alcune ore, poi aspirato. Mai strofinare a caldo. |
| Vino, caffè, frutta | Detergente neutro subito; se la macchia è vecchia serve un decerante locale e il ripristino della cera. |
| Aloni bianchi (sali) | Sono efflorescenze da umidità: si tolgono a secco con spazzola, ma tornano finché non si risolve l'umidità di risalita. |
| Muschio e verde in esterno | Detergente specifico e spazzolatura; poi protettivo idrorepellente per rallentarne il ritorno. |
| Cemento e velo di posa | Serve un disincrostante professionale tamponato: è un intervento da fare una volta sola, all'inizio. |
| Ruggine di vasi e mobili | Prodotti anti-ruggine dedicati; sul cotto antico meglio far provare prima un tecnico su una zona nascosta. |
Il trattamento
Pulire è solo metà del lavoro: un cotto senza protezione riassorbe sporco, unto e acqua nel giro di poche settimane. Il trattamento giusto dipende da dove si trova il pavimento e da cosa c'è sopra adesso.
Cotto antico o steso a mano, in casa.
Nutre il laterizio e dà il tipico tono caldo un po' satinato. Va lucidata a macchina lenta e rifatta ogni 2-3 anni nelle zone di passaggio. Non si usa mai all'aperto: con pioggia e gelo si sfoglia in pochi mesi.
Cotto interno moderno e tutto il cotto esterno.
Penetra nei pori e respinge acqua e unto lasciando respirare il pavimento. Effetto naturale, senza film lucido: è la scelta giusta dove c'è umidità di risalita o rischio di efflorescenze.
Cotto opaco a chiazze, appiccicoso o ingiallito.
Applicare cera o protettivo sopra strati vecchi non serve a niente: il prodotto non attacca e la chiazza resta. Prima si scioglie tutto il vecchio, si risciacqua e si asciuga, poi si tratta.
Pavimenti appena posati o mai finiti.
Il residuo di malta va tolto con un disincrostante tamponato e neutralizzato subito, una volta sola. Solo dopo il cotto è pronto a ricevere cera o protettivo in modo uniforme.
Cotto esterno non trattato
Cortili, camminamenti, scale e porticati lasciati nudi assorbono tutto: acqua, muschi, sali, foglie marce. Qui la cera non c'entra nulla e l'idropulitrice a tutta pressione fa più danni dello sporco. L'ordine dei passaggi conta più del prodotto.
Butta un bicchiere d'acqua: se scurisce subito e viene assorbito, il cotto è nudo. È il caso di cortili, camminamenti e porticati dove non è mai stato messo nulla, oppure dove il vecchio protettivo è finito da anni.
Spazzola con detergente specifico per muschi, lavorando anche nelle fughe dove l'umidità resta. Bassa pressione: l'idropulitrice a getto forte scava la superficie del laterizio e le fughe di sabbia e cemento.
Le efflorescenze non si tolgono con l'acqua: serve un lavaggio deacidificante tamponato e risciacquato bene. Se l'umidità di risalita è forte torneranno, ma un protettivo traspirante le rallenta molto.
Un cotto esterno vuole almeno 24-48 ore di tempo asciutto prima del protettivo. Sigillare un pavimento umido significa chiudere l'acqua dentro: dopo il primo gelo compaiono macchie e sfogliature.
Due mani incrociate di idro-oleorepellente a effetto naturale, mai una cera o un prodotto filmante. Dopo, la manutenzione è un semplice lavaggio neutro stagionale.
Se il cotto all'aperto è ancora nudo, il momento giusto per proteggerlo è subito dopo il lavaggio: è l'unico modo per non ripartire da zero dopo l'inverno.
Lavori in provincia di Brescia o Bergamo? Cotto a Brescia · Superfici a Bergamo
Cotto fatto a mano
Il cotto fiorentino, come tutto il cotto fatto a mano, ha una superficie irregolare e molto più porosa di quella del cotto estruso moderno: assorbe acqua, olio e cera in profondità, e proprio per questo va pulito con prudenza. Le spazzole troppo dure e i disincrostanti concentrati consumano la pelle della mattonella e la lasciano polverosa.
Per la manutenzione quotidiana basta acqua tiepida e un detergente neutro, senza ammoniaca né candeggina. Quando il pavimento è ingiallito o coperto da cera vecchia, serve invece una deceratura completa seguita da un nuovo trattamento: è l'unico modo per togliere gli strati opachi senza scavare il laterizio.
Nei pavimenti d'epoca capita spesso di trovare macchie di gesso, calce o velo di posa mai rimosso. In quel caso usiamo un detergente acido tamponato a base d'acqua, diluito e provato prima su una piastrella nascosta, e chiudiamo sempre con un protettivo traspirante che lascia respirare il cotto.
Hai un cotto fiorentino da recuperare? Vedi il servizio di pulizia e lavaggio del cotto.
Quando serve un professionista
Un cotto opaco a chiazze, appiccicoso o ingiallito non è sporco: sono strati di cere vecchie e detersivi che si sono sovrapposti negli anni. In quel caso serve una deceratura completa, un lavaggio profondo e un nuovo trattamento — dopo, la manutenzione di casa torna a bastare.


Domande frequenti
Acqua tiepida e un detergente neutro per superfici cerate, straccio ben strizzato. Un cucchiaio di prodotto in un secchio basta: le dosi abbondanti lasciano un velo opaco.
Meglio di no. L'aceto è acido: usato spesso opacizza la cera e con il tempo scava le fughe. Un uso isolatissimo e molto diluito non fa danni, ma non è la scelta giusta come detergente abituale.
Con una deceratura: si applica un decerante alcalino, si lascia agire, si spazzola a monospazzola e si aspira il residuo, risciacquando più volte. È un lavoro professionale: fatto male lascia macchie a chiazze.
In casa, in zone di passaggio, ogni 2-3 anni; nelle stanze poco usate anche molto di più. Il segnale è semplice: se una goccia d'acqua viene assorbita invece di perlare, la protezione non c'è più.
No. All'aperto non si usa la cera ma un protettivo traspirante, e il lavaggio deve togliere muschi ed efflorescenze. Ne parliamo nella pagina dedicata al trattamento del cotto esterno.
Prima si spazzola via muschio e patina verde con un detergente specifico a bassa pressione, poi si fa un lavaggio deacidificante sugli aloni bianchi di sali. Dopo 24-48 ore di asciugatura completa si applica un protettivo traspirante antigelo: sul cotto nudo lavare senza proteggere significa ritrovarsi al punto di partenza dopo un inverno.
La cera solo in interno, sul cotto antico, per il tono caldo e satinato. Il protettivo idro-oleorepellente traspirante in esterno e dove c'è umidità di risalita: respinge acqua e unto ma lascia respirare il laterizio, senza effetto plastica.
Il lavaggio sì, il protettivo no se ci sono gelate o pioggia in arrivo: serve una finestra di due o tre giorni asciutti con temperature sopra i 5 °C. In sopralluogo ti diciamo se conviene aspettare la primavera.
Dipende dai metri quadri, dallo stato del pavimento (cere vecchie, velo di posa, sali) e dalla finitura scelta. Facciamo sopralluogo e preventivo scritto gratuiti in tutta la Lombardia, senza impegno.
Quando il cotto è opaco a chiazze, ha cere ingiallite sovrapposte, macchie profonde o velo di posa mai rimosso. In quei casi lavare di più peggiora: serve un ciclo completo di deceratura, lavaggio e nuovo trattamento.
Preventivo
Guardiamo lo stato del pavimento e ti diciamo se basta una manutenzione o serve un ciclo completo. Sopralluogo e preventivo gratuiti in tutta la Lombardia.

Oppure scrivici a artigianidelcotto@gmail.com.